Geologia, paleontologia, divulgazione. Antonio Stoppani tra i volumi della Biblioteca “Ardito Desio”

Siamo lieti di presentare il primo capitolo del ciclo “Conoscere per vivere il Pianeta. Volti, vite e storie di grandi geologi“, una serie di vetrine bibliografiche ed esposizioni virtuali dedicate a rilevanti personalità che hanno segnato la storia della geologia.

Antonio Stoppani (1824-1891) è stato uno dei padri della geologia italiana e tra i primi studiosi a dedicarsi al territorio lombardo. Altrettanto importante fu la sua attività di docente universitario. La fama dell’abate è però legata soprattutto al Bel Paese, un’opera che ha contribuito a formare generazioni di italiani, essendo stata adottata come volume didattico nelle scuole del Paese per quasi un secolo.

La Biblioteca di Scienze della Terra “Ardito Desio”, in occasione del centotrentesimo anniversario della sua morte, ha voluto dedicare ad uno dei padri delle scienze della Terra, la mostra “Geologia, paleontologia, divulgazione. Antonio Stoppani tra i volumi della Biblioteca “Ardito Desio”, allestita presso l’atrio del Dipartimento di Scienze della Terra.

Il percorso ripercorre le tappe salienti della vita di Stoppani e presenta una selezione delle sue opere geologiche e paleontologiche più significative.

Accompagnano l’esposizione:

un catalogo PDF:

un breve video disponibile su YouTube

Chi è il geologo?

La definizione più semplice è quella di scienziato che studia i processi che hanno creato la materia di cui sono composti i vari pianeti.

Come figura professionale e scientifica nel senso attuale questa figura si delinea tra la fine del 1700 e l’inizio del 1800. Il primo geologo “moderno” fu James Hutton (1726-1797).

Ma in virtù di quanto abbiamo detto prima possiamo considerare geologi anche personaggi vissuti prima.

Un candidato con buone referenze al titolo di “primo geologo” fu Leonardo Da Vinci (1452-1519). Non è una sorpresa, perché questo straordinario pensatore si occupò praticamente di … tutto. Leonardo fu il primo a comprendere la natura dei fossili, e a postulare, in particolare, che quelli di animali marini indicassero che i luoghi in cui venivano trovati un tempo erano stati mari o laghi, rompendo con la tradizione che vedeva la distribuzione delle terre emerse come immutabile. Cosa che lo può far considerare come padre sia della paleontologia che della sedimentologia.

Per chi è interessato a esplorare i legami tra Geologia e Rinascimento una lettura di facile reperibilità è: Da Vinci’s Paleodictyon: the fractal beauty of traces di Andre Baucon, consultabile anche su copia cartacea nella Biblioteca Desio come parte della rivista: Acta Geologica Polonica, Vol. 60 (2010), No. 1, pp. 3–17.

La sua candidatura a primo geologo può essere insidiata solo da un altro grande tuttologo del passato: Aristotele (383-322 a.C.), che per primo postulò il cambiamento della superficie terrestre in tempi lunghissimi, constatando la crescita del delta del Nilo dai tempi di Omero al suo presente.

La poliedricità delle origini della geologia può spiegare come alcuni geologi siano approdati a lidi molto differenti da quelli della loro professione.

Tra i più notabili citiamo Emil Constantinescu, secondo Presidente della Romania post-comunista (1996-2000). Curiosamente tra i risultati ottenuti dal suo governo vi fu la fine delle “mineriade”, le insurrezioni e i raid organizzati dai minatori rumeni contro i politici ritenuti ostili.

In Italia, più modestamente, possiamo citare Leo Ortolani, geologo riciclatosi come primo fumettista italiano, con buona pace di Zero Calcare, autore di Rat-man, prigioniero come noi della pandemia, a cui dedicato delle strip sulla sua pagina Facebook.

Ivan Costanza

Immagine Leo Ortolani

Collaborazioni studentesche in biblioteca

Per il periodo aprile-dicembre 2021 la Biblioteca di Scienze della Terra intende reclutare tre studenti per collaborazioni retribuite ai suoi servizi e attività.
Fino al prossimo 11 marzo è possibile presentare la propria candidatura; la domanda, oltre a essere inserita nel terminale SIFA, dovrà essere stampata, firmata e consegnata di persona in Biblioteca, aperta in questo periodo solo il lunedì e il giovedì.
Tutti i dettagli sono contenuti nel  testo del Bando.

N.B.: Gli orari di servizio riportati nel Bando sono indicativi, basati sui periodi di normale operatività della Biblioteca; non essendo possibile prevedere l’evolversi dell’attuale situazione di emergenza sanitaria, essi potranno essere concordati direttamente con gli studenti interessati, fatte salve le esigenze di servizio della struttura.

Per una storia delle Scienze della Terra tra XVII e XIX secolo. Testimonianze dal fondo antico della Biblioteca “Ardito Desio”

La Biblioteca di Scienze della Terra “Ardito Desio” dell’Università degli Studi di Milano è tra le più importanti a livello nazionale per ciò che riguarda la letteratura scientifica di ambito geologico, mineralogico e paleontologico: una raccolta aggiornata in costante crescita a disposizione di studenti, ricercatori e docenti dell’Università, ma anche di chiunque necessiti di svolgere ricerche sul tema.

La Biblioteca conserva anche un nucleo di volumi antichi composto in gran parte da edizioni settecentesche e ottocentesche: questi volumi testimoniano il profondo interesse per le Scienze della Terra sviluppatosi nei secoli passati e il delinearsi di teorie che, tra dibattiti e successivi approfondimenti, sono alla base delle nostre conoscenze attuali.

Un patrimonio che è oggetto della mostra Per una storia delle Scienze della Terra tra XVII e XIX secolo. Testimonianze dal fondo antico della Biblioteca “Ardito Desio”: un’esposizione virtuale, nell’attesa di poterla allestire fisicamente, che mira a diffondere la conoscenza di questa particolare sezione della Biblioteca e, più in generale, della storia delle discipline geologiche.

La mostra è costituita da un agile catalogo in formato pdf in cui didascalie affiancano immagini fotografiche dei volumi della raccolta; è stato inoltre realizzato anche un breve video con lo scopo di offrire una modalità differente di immersione nel patrimonio mostrato: accompagnato dalle immagini e dalla musica, il visitatore potrà in seguito approfondire le tematiche della mostra grazie al catalogo, più esaustivo per quantità delle informazioni e numero dei volumi mostrati.  

Il materiale della mostra è liberamente consultabile anche alla pagina web della Biblioteca di Scienze della Terra “Ardito Desio”

Aspettiamo i vostri commenti.

A presto!

CORSO SULLA BANCA DATI GEOSCIENCEWORLD (GSW)

Venerdì 27 Novembre dalle 13:30 alle 15:30 verrà tenuto un incontro Teams sulla banca dati #GeoScienceWorld (GSW), curato dalla Biblioteca di Scienze della Terra nell’ambito degli incontri sulle banche dati per docenti, dottorandi, studenti e personale tecnico-amministrativo dell’Università promossi dal Sistema bibliotecario d’Ateneo (SBA).

Lo scopo dell’incontro è illustrare il funzionamento e fornire suggerimenti sull’utilizzo della banca dati utile per la ricerca e la comunicazione nelle geoscienze e incentrata su un’aggregazione di 49 riviste indicizzate peer-reviewed. La risorsa è inoltre completamente interoperabile con #GeoRef (principale banca dati delle geoscienze).

L’iniziativa è diretta soprattutto agli studenti del 2° anno dei corsi di laurea triennale e del 1° anno dei corsi di laurea magistrale afferenti al Dipartimento di Scienze della Terra, ma la partecipazione è comunque aperta a tutti.

Per partecipare è necessario iscriversi al link: https://www.sba.unimi.it/Biblioteche/BD/10572.htm

GEOSCIENCEWORLD (GSW): NUOVE RIVISTE E ARCHIVI

Dal 2018 ad oggi il contenuto di GeoScienceWorld (risorsa internet per la ricerca e la comunicazione nelle geoscienze incentrata su un’aggregazione di database di riviste indicizzare peer-reviewed linkate e interoperabili in GeoRef) è aumentato del 23%. https://pubs.geoscienceworld.org/

Recentemente si sono infatti aggiunte al data base le riviste:

Earthquake Spectra una rivista professionale peer-reviewed pubblicata da SAGE e di proprietà dell’Earthquake Engineering Research Institute (EERI), mira a migliorare la pratica della mitigazione, preparazione e recupero dei rischi sismici. Tutti i contenuti dalla sua fondazione nel 1984 in avanti, che rappresentano più di 1.500 articoli, sono stati aggiunti alla GSW Journals Collection.https://pubs.geoscienceworld.org/earthquake-spectra/issue/36/2

L’archivio (1965-1999) del Bulletin of Canadian Petroleum Geology, https://pubs.geoscienceworld.org/bcpg

I volumi 60 e 61 del 2019-2020 della rivista Russian Geology and Geophysics https://pubs.geoscienceworld.org/rgg sono stati aggiunti alla raccolta mentre gli archivi dal 2002 al 2018 verranno aggiunti nelle prossime settimane. Pubblicata dalla Novosibirsk State University, la raccolta rappresenta circa 2.000 articoli dal 2002 ad oggi che coprono tutti i campi della geologia, geofisica e geochimica.

SEG Discovery https://pubs.geoscienceworld.org/segweb la rinnovata Newsletter SEG, con articoli tecnici più focalizzati sul settore con contenuti digitali moderni come modelli 3D e video, sarà disponibile sulla piattaforma nelle prossime settimane.

Lithosphere di GSW https://pubs.geoscienceworld.org/lithosphere (originariamente pubblicata da GSA), ha ora un ambito più ampio che copre la ricerca in tutte le aree delle scienze terrestri, planetarie e ambientali e offre una scelta editoriale ottenuta attraverso un’alleanza tra GSW e l’American Association of Petroleum Geologists (AAPG), la Geological Society of America (GSA), Geological Society of London (GSL), Mineralogical Society of America (MSA), SEPM Society for Sedimentary Geology, Society of Exploration Geophysicists (SEG) e Society of Economic Geologists.

Scoperte geografiche e nuova iconoclastia

È da poco passato, quasi inosservato, l’anniversario di una scoperta geografica. Il primo novembre 1520 una piccola flotta navale spagnola sotto il comando di Ferdinando Magellano scoprì lo stretto che metteva l’Oceano Atlantico in comunicazione con quello Pacifico. Il tutto nell’ambito di una spedizione volta a trovare un metodo più rapido per raggiungere l’Asia che la rotta attraverso il capo di Buona Speranza in Africa. Questo viaggio sfociò nella prima circumnavigazione del globo, portata a termine da un’unica nave. Per quanto organizzata da uno spagnolo, anche per noi italiani la spedizione ebbe a lungo un grande significato, perché tra i superstiti che riuscirono a compiere la traversata vi fu un italiano, Antonio Pigafetta, che lasciò un diario di bordo (Relazione del primo viaggio intorno al mondo) con la narrazione dell’evento.

Con l’epidemia in corso si può facilmente obbiettare che era naturale che l’anniversario fosse poco sentito, ma quello che incuriosisce è che nessuno l’abbia criticato.

Negli ultimi tempi ha preso piede una visione della storia in cui le figure del passato vengono giudicate in base ai parametri morali attuali. Da qui una nuova iconoclastia che ha preso di mira le statue di personaggi storici accusati di comportamenti ora considerati sbagliati.

Tra le vittime “italiane” la più famosa è Cristoforo Colombo, in particolare negli Stati Uniti, dove non solo alcuni dei suoi monumenti sono stati rimossi, ma anche il giorno a lui dedicato il “Columbus day” è stato abolito, o cambiato completamente di senso. Per molti da figura eroica Colombo è divenuto un simbolo di dolore e di morte verso i nativi americani.

Magellano faceva parte a pieno titolo dei “Conquistatores”, i soldati di ventura di spagnoli che esplorarono e conquistarono l’America Latina per la Spagna o il Portogallo. Trovò la morte nelle Filippine il 27 aprile 1521 in uno scontro con gli indigeni a cui cercava di imporre la fede cattolica e il dominio spagnolo.

Ma nessun suo monumento è stato abbattuto. A cosa si deve questa differenza? Al fatto che non è diventato una figura universamente riconosciuta? Al fatto che solo gli Europei e gli Statunitensi hanno questo rapporto conflittuale con il passato? Dopotutto non si ha notizia in Colombia di movimenti d’opinione tesi a cambiare il nome del paese intitolato al navigatore genovese.

Non ho risposte in materia, ma spero che i lettori riflettano sull’argomento.

Ivan Costanza